A Domus Abbeltas una serata di divulgazione e confronto condotta dal sindaco Leonardo Lutzoni. Al centro, l’identità della Gallura e una proposta per collegare la costa all’entroterra attraverso una nuova strada del vino.

LURAS – Raccontare un territorio significa ricomporne le molte anime: la storia custodita dalle pietre, il paesaggio modellato dalla natura e dall’uomo, le produzioni agricole, le trasformazioni economiche e le idee che possono orientarne il futuro. È stato questo il filo conduttore del “Talk interattivo” andato in scena a Domus Abbeltas, dove il sindaco di Luras, Leonardo Lutzoni, ha accompagnato il pubblico in un percorso interdisciplinare tra archeologia, economia, botanica ed enologia.

Una formula originale, capace di rendere accessibili argomenti complessi e di mettere in dialogo discipline solo apparentemente lontane. Nel corso della serata, ogni intervento ha contribuito a comporre un racconto unitario della Gallura: una terra nella quale le testimonianze del passato, la biodiversità, il paesaggio rurale e le produzioni di qualità continuano a influenzarsi reciprocamente.

Il viaggio è partito dall’archeologia e dalle tracce lasciate dalle civiltà che nei secoli hanno abitato e trasformato il territorio. Non semplici reperti da osservare, ma elementi di una storia ancora leggibile nella conformazione dei luoghi, negli insediamenti, nelle pratiche agricole e nel rapporto delle comunità con le risorse naturali.

Da questa prospettiva, il confronto si è progressivamente spostato sul presente e sulle possibilità di sviluppo offerte dalla valorizzazione integrata del patrimonio culturale e ambientale. Cultura e natura, è emerso durante il dibattito, non rappresentano soltanto una memoria da tutelare, ma possono diventare risorse strategiche per sostenere le economie locali, rafforzare le produzioni di qualità e costruire un’offerta turistica più articolata e sostenibile.

Particolare attenzione è stata riservata al patrimonio botanico e alla biodiversità della Gallura. Il massiccio del Limbara e il lago del Liscia sono stati richiamati più volte come luoghi simbolici e, allo stesso tempo, come sistemi naturali complessi, capaci di raccontare l’evoluzione del territorio, la ricchezza della vegetazione mediterranea e il delicato equilibrio tra ambiente, attività umane e paesaggio.

Proprio dalla lettura del suolo, delle specie vegetali e delle caratteristiche climatiche è nato il collegamento con l’enologia. A svilupparlo è stato Andrea Pala, enologo da anni impegnato nel settore, che ha illustrato come ogni vino sia anche il risultato della storia e della geografia del luogo in cui viene prodotto. Terreni, esposizione, vegetazione e tradizioni agricole concorrono infatti a definire vini capaci di esprimere autenticità e riconoscibilità territoriale.

Tra i momenti più apprezzati della serata, la proposta avanzata dallo stesso Pala per rafforzare il turismo e l’economia locale: creare un itinerario enoturistico in grado di collegare la costa gallurese con l’entroterra attraverso una rete di vigneti, cantine, aziende agricole e piccoli centri.

Una vera e propria strada del vino, pensata non come un semplice percorso tra produttori, ma come un’esperienza diffusa nel paesaggio rurale della Gallura. Un itinerario attraverso il quale visitatori e appassionati potrebbero conoscere le aziende vitivinicole, degustare le produzioni locali, incontrare le comunità e scoprire territori spesso esclusi dai circuiti turistici più frequentati.

La proposta potrebbe contribuire a ridistribuire i flussi oggi concentrati prevalentemente lungo la costa, favorendo una maggiore integrazione tra località balneari e paesi dell’interno. Un’opportunità per prolungare la stagione turistica, generare nuove ricadute economiche e offrire una conoscenza più profonda e autentica della Gallura.

Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro del territorio. La tutela delle radici storiche, ambientali e produttive non viene intesa come una scelta rivolta esclusivamente al passato, ma come il punto di partenza per immaginare nuovi modelli di sviluppo: sostenibili, integrati e capaci di coinvolgere le comunità locali.

Il pubblico ha seguito con attenzione gli interventi, partecipando attivamente al confronto e decretando il successo di una formula che ha saputo coniugare rigore divulgativo, immediatezza e capacità narrativa. Il talk ha così trasformato una serata culturale in un laboratorio di idee, nel quale conoscere il passato è diventato un modo per discutere il presente e progettare il futuro della Gallura.

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