Una settimana di formazione, innovazione e scoperta del territorio per la sesta edizione dell’iniziativa promossa dalla Fondazione ITS Blue Zone con il contributo della Fondazione di Sardegna. Il Convitto di Sorgono si conferma una risorsa strategica per l’accoglienza e la formazione nelle aree interne. Corona: «Una struttura pubblica che può vivere tutto l’anno e contribuire alla crescita del territorio».
SORGONO. Una settimana vissuta tra formazione, innovazione, benessere e conoscenza del territorio ha trasformato il Convitto di Sorgono in un luogo di incontro per giovani provenienti da diverse realtà della Sardegna e, allo stesso tempo, in un laboratorio per immaginare nuove funzioni e nuove opportunità per le aree interne.
Si è conclusa nel Mandrolisai la sesta edizione del Campus della Longevità, promosso dalla Fondazione ITS Blue Zone con il contributo della Fondazione di Sardegna, che nel 2026 ha scelto Sorgono e il suo Convitto per sviluppare un percorso dedicato alla longevità, alla sostenibilità, all’innovazione e allo sviluppo dei territori. La Fondazione ITS Blue Zone opera proprio con l’obiettivo di collegare formazione, sostenibilità e valorizzazione delle specificità delle Blue Zone, mettendo in relazione sistema educativo, imprese, ricerca e territori.
L’edizione di Sorgono ha però assunto un significato che è andato oltre il programma formativo. Per alcuni giorni il Campus ha messo insieme giovani, enti locali e realtà del territorio, sperimentando concretamente la possibilità di utilizzare una struttura pubblica anche al di fuori delle sue funzioni e dei suoi periodi di attività tradizionali.
Il Convitto torna a vivere anche d’estate
Al centro dell’esperienza c’è stato infatti il Convitto di Sorgono, che con l’apertura estiva ha mostrato le potenzialità di una struttura capace di diventare luogo di ospitalità, formazione e aggregazione per iniziative rivolte ai giovani.
Un utilizzo che si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai per rafforzarne il ruolo all’interno dell’offerta formativa e dei servizi del comprensorio.
«Il Convitto – afferma il presidente della Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai, Alessandro Corona – diventa un elemento territoriale polifunzionale che aggiorna la propria offerta grazie alla straordinaria apertura estiva realizzata per accogliere le ragazze e i ragazzi del Campus della Longevità. Questa esperienza dimostra come una struttura pubblica possa essere valorizzata durante tutto l’anno, mettendosi al servizio della formazione, dell’ospitalità e della crescita del territorio».
Il Campus ha rappresentato quindi anche una prima prova concreta di questa prospettiva: utilizzare infrastrutture già presenti per generare occasioni di incontro e formazione e, allo stesso tempo, attrarre nel territorio giovani, competenze e nuove progettualità.
Una sfida particolarmente significativa per i territori dell’interno della Sardegna, nei quali alla necessità di contrastare le dinamiche demografiche si affianca quella di garantire servizi, opportunità formative e condizioni capaci di rendere questi luoghi attrattivi anche per le nuove generazioni.
«Il Campus – sottolinea Corona – si inserisce pienamente nelle azioni che la Comunità Montana sta portando avanti per dare nuova vita a un servizio destinato a diventare il perno della futura offerta formativa del nostro comprensorio. Vogliamo costruire un modello capace di attrarre giovani, creare opportunità e rafforzare il ruolo delle aree interne come luoghi nei quali investire, studiare e progettare il proprio futuro».
Dalla robotica all’intelligenza artificiale
La settimana trascorsa a Sorgono ha alternato momenti dedicati al territorio ad attività formative nelle quali tradizione e nuove tecnologie hanno dialogato continuamente.
Negli spazi del Convitto i partecipanti hanno preso parte, tra le altre iniziative, a laboratori di robotica educativa, avvicinandosi alle basi della programmazione attraverso esercitazioni pratiche, progettazione e utilizzo dei robot. Un’attività pensata per sviluppare capacità logiche, creatività, collaborazione e problem solving.
L’innovazione è stata protagonista anche del laboratorio sul futuro artistico, nel quale i ragazzi hanno lavorato in gruppo alla realizzazione di opere collettive, utilizzando l’intelligenza artificiale come strumento di ricerca, ispirazione e sviluppo creativo. Il risultato è stato un percorso nel quale tecnologia, arte e condivisione hanno mostrato come anche i linguaggi più contemporanei possano trovare spazio in un contesto profondamente legato alla storia e alle tradizioni del territorio.
Accanto alla formazione non sono mancati i momenti dedicati al benessere e alla socialità. Le attività sportive e ricreative, tra cui una giornata in piscina, hanno contribuito a rafforzare lo spirito di gruppo e a introdurre nella quotidianità del Campus uno dei temi legati alla cultura della longevità: l’importanza di uno stile di vita attivo e delle relazioni sociali.
Il Mandrolisai entra nel programma formativo
A rendere particolare l’edizione 2026 è stato soprattutto il rapporto costruito con il territorio.
La Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai ha affiancato il Campus con uno specifico programma di accoglienza territoriale, per il quale risulta formalmente attivato nel luglio 2026 un intervento dedicato nell’ambito dell’iniziativa.
L’obiettivo è stato quello di non limitare l’esperienza dei partecipanti agli spazi del Convitto, ma di utilizzare il soggiorno come occasione per avvicinarsi al Mandrolisai, alle sue comunità e alle sue risorse.
I giovani hanno così potuto confrontarsi con un territorio nel quale patrimonio culturale, produzioni locali, tradizioni, paesaggio e attività economiche rappresentano elementi di un unico sistema. Il Campus ha consentito di mettere in relazione la dimensione educativa con quella territoriale, trasformando Sorgono e il Mandrolisai non semplicemente nello scenario dell’iniziativa, ma in una componente dell’esperienza formativa.
«Grazie alle attività organizzate dalla Comunità Montana – spiega Corona – abbiamo voluto permettere alle ragazze e ai ragazzi di conoscere il territorio sotto il profilo sociale, culturale, economico ed enogastronomico, stimolandone la curiosità attraverso l’incontro con le nostre eccellenze».
L’obiettivo, aggiunge il presidente, è contribuire a raccontare «una Sardegna capace di offrire opportunità di crescita partendo proprio dalle sue aree interne e dalle specificità delle zone montane».
Longevità come qualità del territorio
Anche la scelta del tema del Campus assume nel Mandrolisai un significato particolare. Parlare di longevità non significa infatti soltanto interrogarsi sulla durata della vita, ma ragionare sull’insieme delle condizioni che contribuiscono al benessere delle persone: ambiente, alimentazione, attività fisica, relazioni sociali, stili di vita e qualità delle comunità.
Il Campus ha declinato questi temi guardando soprattutto alle nuove generazioni e collegandoli alla sostenibilità e all’innovazione. In questa prospettiva, il patrimonio delle aree interne non è stato presentato come qualcosa da conservare immutato, ma come una risorsa sulla quale costruire nuove competenze e occasioni di sviluppo.
È qui che l’esperienza di Sorgono acquista una dimensione più ampia: il valore del Campus non si misura soltanto nelle attività svolte durante una settimana, ma nella capacità di dimostrare che formazione, innovazione e valorizzazione territoriale possono rafforzarsi reciprocamente.
Una rete per creare nuove opportunità
La collaborazione tra Fondazione ITS Blue Zone, Fondazione di Sardegna, Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai, Comuni e realtà del territorio ha permesso così di trasformare il Campus in qualcosa di più di un soggiorno formativo. Gli stessi promotori hanno sottolineato come l’edizione di Sorgono sia stata resa possibile dal coinvolgimento degli enti locali e della rete territoriale.
Per il Mandrolisai è stata un’occasione per raccontarsi attraverso i propri luoghi, le proprie competenze e le proprie comunità. Per i giovani, la possibilità di conoscere un territorio delle aree interne non soltanto attraverso le sue tradizioni, ma anche come spazio nel quale possono convivere tecnologia, formazione, qualità della vita e nuove opportunità.
E per il Convitto di Sorgono, soprattutto, il Campus ha rappresentato una dimostrazione concreta di ciò che la struttura può diventare: un presidio capace di vivere oltre il calendario scolastico e di ospitare durante l’anno attività formative, progettualità e occasioni di incontro.
È forse questo uno dei risultati più significativi lasciati dalla sesta edizione del Campus della Longevità: aver utilizzato una settimana dedicata ai giovani per mostrare una possibile direzione di sviluppo per un intero territorio, facendo delle strutture esistenti, delle comunità locali e delle competenze le basi sulle quali costruire nuove opportunità per il futuro delle aree interne.

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