La Regione approva nuovi criteri per finanziare la gestione degli accumuli sulle spiagge. Una misura che interessa anche i litorali dell’Ogliastra, dove ambiente e turismo devono trovare un equilibrio.
Settecentomila euro per affrontare un problema che riguarda gran parte delle coste sarde. È la somma programmata dalla Regione per il 2026 a sostegno dei Comuni impegnati nella gestione della posidonia spiaggiata.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato i criteri di concessione dei contributi, introducendo regole destinate a essere utilizzate anche nelle annualità successive, compatibilmente con le risorse disponibili.
Il principio è quello di consentire, nelle condizioni previste dalla normativa, lo spostamento temporaneo degli accumuli che ostacolano la fruizione degli arenili, prevedendone successivamente il riposizionamento.
Una soluzione che cerca di conciliare due esigenze apparentemente contrapposte: la tutela degli ecosistemi costieri e la necessità di rendere accessibili le spiagge durante la stagione turistica.
La questione interessa direttamente anche l’Ogliastra.
Da Tortolì a Barisardo, da Lotzorai a Baunei, il mare rappresenta una delle principali risorse economiche del territorio. La conservazione degli arenili non è soltanto una questione paesaggistica, ma riguarda il futuro delle imprese turistiche e la sostenibilità dell’intero comparto.
Occorre però chiarire un equivoco ricorrente: la posidonia non è sporcizia.
Gli accumuli di foglie sulle spiagge costituiscono una protezione naturale contro l’erosione e contribuiscono alla conservazione della sabbia. Rimuoverli senza adeguate precauzioni può compromettere proprio quel patrimonio ambientale che rende attrattive le coste.
La soluzione non può dunque essere una pulizia indiscriminata.
Ma neppure si può pretendere che siano i singoli Comuni, spesso con bilanci limitati, a sostenere integralmente i costi di una gestione complessa.
Ed è qui che nasce il primo interrogativo.
Settecentomila euro, distribuiti a livello regionale, rappresentano una dotazione sufficiente rispetto alle esigenze di tutti i territori costieri?
La questione finanziaria era già emersa durante l’estate. Il 12 agosto il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a reperire ulteriori cinque milioni di euro per sostenere gli interventi sulla posidonia spiaggiata.
La distanza tra quella richiesta e le risorse attualmente programmate merita un chiarimento politico.
Per l’Ogliastra si apre inoltre un’altra questione: quali amministrazioni presenteranno progetti e richieste di finanziamento? E quali programmi di gestione delle spiagge saranno predisposti prima della stagione 2027?
Una programmazione seria dovrebbe cominciare molti mesi prima dell’arrivo dei turisti, con interventi fondati su valutazioni ambientali e procedure chiare.
Tortolì, con il suo sistema costiero che comprende il Lido di Orrì, Cea e Porto Frailis, rappresenta uno dei territori nei quali una gestione attenta del patrimonio naturale assume particolare rilevanza economica.
La nuova disciplina regionale offre uno strumento in più, ma da sola non risolve il problema.
Il rischio è continuare a discutere ogni primavera di come gestire le spiagge, senza costruire una strategia pluriennale capace di proteggerle.
L’Ogliastra ha bisogno di un turismo che rispetti l’ambiente, ma anche di istituzioni che sappiano programmare.
Perché il mare è una ricchezza. E le ricchezze, prima ancora di essere sfruttate, devono essere tutelate.
La redazione

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